Ora che ne conosciamo i dettagli possiamo affermarlo con certezza: l’operazione del governo su
Alitalia non è un salvataggio, ma una
colossale porcata. La peggiore nella storia dei rapporti, già di per sé poco edificanti, tra un certo capitalismo di relazione e la politica. Il governo ha fatto coriandoli del codice civile, delle norme europee e di quelle
antitrust.
Con questa operazione, che ripulisce Alitalia da ogni debito, da ogni elemento di rischio e lascia a questi intrepidi imprenditori soltanto
la ‘ciccia’, ovvero il marchio, il monopolio delle ricchissime rotte italiane e un’importante flotta aerea, si è deciso di fare un
colossale regalo a sedici famiglie amiche. Non si tratta di capitani coraggiosi, ma di imprenditori che, grazie allo Stato, campano di tariffe, appalti e debiti.
Diciamolo con franchezza: con tutto questo, il mercato e l’impresa non c’entrano proprio niente. Siamo, invece, nel campo delle più smaccate prebende di Stato. Ci rammarica profondamente, per il ruolo che svolge e per la storia personale, trovare in questa rete anche il presidente degli industriali. La cosa più vergognosa e che rende il tutto una vera e propria truffa è che il prezzo di questo regalo, tra il debito di Alitalia ed il costo sociale degli esuberi,
lo pagheranno gli italiani e sarà di almeno un miliardo di euro.
E’ per questo che intendo proporre al mio partito di lanciare la campagna nazionale ‘
Fateci tutti soci’. Almeno per una volta cambiamo lo spartito per cui agli italiani vanno i debiti ed a pochi
privilegiati della politica i profitti. Trasformiamo Alitalia in una grande public company e istituiamo un fondo per l’azionariato popolare diffuso con quote a partire dai dieci euro: in questo modo si consentirà anche a pensionati e casalinghe di partecipare a questa abbuffata di Stato, al posto soliti noti. Quanto al
Partito Democratico, speriamo che inizi a interrogarsi sull’opportunità che il figlio e socio dell’investitore più coinvolto in questa deprecabile operazione continui ad essere il
ministro ombra dello Sviluppo Economico.
(Massimo Donadi, IdV)